Autore: Gianluca Volpi
Categorie: Cucina, Ricette

La Carabaccia è l’antico nome fiorentino della zuppa di cipolle. La zuppa di cipolle era già presente nelle tavole toscane fino dal medioevo, dato che si trattava di un piatto poverissimo, fatto di ingredienti alla portata di tutti. Il nome carabaccia deriva dal greco e significa contenitore concavo, la ciotola che conteneva la zuppa.

Questa zuppa era amata da Caterina de’ Medici che la introdusse alla corte di Francia, fino a diventare uno dei piatti simbolo della cucina francese; pare ne fosse ghiotto anche Leonardo da Vinci, non a caso Vinci si trova a pochi chilometri da Certaldo, dove si producono delle straordinarie cipolle, le celebri cipolle di Certaldo.

Il piatto è povero, costruito da ingredienti semplici, ma dal sapore forte, deciso, avvolgente e rotondo, direi decisamente sensuale.

Lo consiglierei vivamente per una cena di seduzione, ma volete mettere un piatto come questo, dal gusto intenso, deciso, ma anche vellutato, dolce, ma leggermente acidulo, succoso, caldo e inebriante? Pensate a tutto quello che potrebbe suscitare nell’immaginario della/del vostro partner? Questo piatto evoca un tripudio di emozioni e di sensazioni, un sussulto dei sensi, un ribollire delle viscere, altro che farfalle nella pancia! Ma lo volete confrontare con questi piatti asettici, magari di cucina molecolare, che il massimo che possono evocare è la poltrona del dentista?

Veniamo alla ricetta (per quattro persone), che non sarà fedele a quella tradizionale, troppo distante dai nostri gusti, pensate che originariamente prevedeva anche l’uso di zucchero, mandorle e cannella!

Ingredienti:
6 cipolle di Certaldo
1 gambo di sedano
1 litro di brodo di manzo
Pane casalingo
Parmigiano grattato
Nella Carabaccia non c’era, ma in omaggio ai francesi un bicchierino di cognac ci va
Olio, sale e pepe

Procedimento:
Lavate e affettate le cipolle ed il sedano, mettete tutto in una capiente casseruola con l’olio e fate cuocere lentamente per circa mezz’ora, aggiungete il cognac e fatelo sfumare. Versate il brodo, quindi cuocete per un’altra mezz’ora. Abbrustolite  4 fette di pane casalingo e disponetele nelle scodelle e copritele con la zuppa, quindi cospargete generosamente col parmigiano grattato.

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