Autore: Andrea R. Rance
Categorie: Cucina, Ricette

Anche l’origine del casatiello, come quella della pastiera, si perde nell’epoca in cui Napoli era prima greca poi romana.
Ci sono varie testimonianze di pani “conditi” con vari ingredienti, tra cui lo strutto, le uova e il formaggio, già nella letteratura greca.
E proprio dal formaggio, il caseus latino, poi “caso” napoletano, il casatiello prende il nome. “Piccolo pane al formaggio“, quindi: tutto qui il significato misterioso del nome!

Ancora una volta dalle feste primaverili pagane in onore di Demetra – o Cerere per i romani – (l’uovo è simbolo, assieme al grano, del risveglio della natura) il passo verso la Pasqua cristiana è breve (per alcuni rappresenterebbe la corona di spine di Cristo crocifisso), e il casatiello diventa uno dei simboli di questa festa.

Anche il casatiello, assieme alla pastiera, compare nel testo della seicentesca Gatta Cenerentola di Giambattista Basile, tra gli ingredienti della festa che il re aveva organizzato:
«E, venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante pastiere e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che nce poteva magnare n’asserceto formato.»

Il casatiello si prepara solitamente il venerdì santo: ancora oggi molti fornai restano aperti tutta la notte per ospitare i casatielli dei clienti nei loro forni capienti. Per noi bambini, rispettare il volere delle nostre mamme che impastavano il casatiello ma ci impedivano di mangiare i salumi in esso contenuti, è sempre stata una tortura.

Come per la pastiera, ognuno ha la sua ricetta. Questa è la mia:

Ingredienti:
2,200 kg di farina
400 gr di strutto
100 gr di lievito
50 gr di pepe
300 gr di salame tipo napoli
300 gr di mortadella
30 di provolone piccante
300 di ciccioli
6 uova
350 gr di acqua tiepida

Preparazione:
Disporre la farina a fontana su un tavolo, disporre al centro il sale, il pepe, il lievito e 200 gr di strutto e iniziare ad impastare con l’acqua tiepida e 3 uova; finito l’impasto far assorbire il resto dello strutto. Una volta che il composto risulta ben liscio e vellutato, incominciare a mettere tutti i salumi e il formaggio tagliati precedentemente a piccoli dadini; nel frattempo cuociamo le restanti 3 uova in acqua calda per 10 minuti dal momento in cui l’acqua bolle. Una volta aggiunti i salumi e il formaggio, battere l’impasto sul tavolo 4-5 volte in modo da renderlo piu morbido. Prendere una teglia e ungerla di strutto (è preferibile una teglia che abbia un cilindro al centro), arrotolare l’impasto come un salame e dare una forma di un cerchio, ma arrotolata a treccia, come un tarallo napoletano, poi inserire nell’impasto ma dalla parte esterna le uova sode. Farlo lievitare fino a quando non raddoppi di volume. Cuocere in forno a 180° c.per circa 40 minuti, fino a che non prenda la consistenza del pane

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Una risposta.

  1. Gina Gina scrive:

    Molto interessante e la crosta ha un bell’aspetto. Buona Pasqua.

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