Autore: Irene Ligori
Categorie: Cucina, In evidenza, Ricette

Si sa che le migliori idee nascono intorno ad una tavola e quelle dell’Accademia dei Palati non possono che ispirare belle esperienze. L’ambiente caldo, informale, circondati di bottiglie interessanti e di pietanze talvolta introvabili, non si può non pensare a veri e propri percorsi sensoriali che coinvolgano in toto i nostri 5 sensi.
Così per caso e per curiosità, è nata la proposta di una cena alquanto originale, che per una sera ci facesse vivere l’emozione (gastronomicamente parlando) della festa per antonomasia degli Stati Uniti d’America: il giorno del Ringraziamento.

Il Thanksgiving Day è una festa di origine cristiana in segno di gratitudine per la fine della stagione del raccolto. Nasce nel 1621 con l’arrivo dei Padri Pellegrini nel Nuovo Mondo (l’attuale America del Nord), quando perseguitati in patria per le loro idee religiose piuttosto integraliste, decisero di abbandonare l’Inghilterra a bordo della Mayflower, e approdarono sulle coste americane nel 1621. I semi che i Pellegrini avevano portato dall’Inghilterra non produssero nella nuova terra i frutti sperato e gli originari 102 erano ormai più che dimezzati . La loro salvezza (ironia della sorte) venne dai nativi americani (gli indiani) che indicarono loro quali prodotti coltivare e quali animali allevare, nella fattispecie il granturco ed i tacchini. Dopo il duro lavoro degli inizi, i Pellegrini indissero un giorno di ringraziamento a Dio per l’abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del primo raccolto. Nel menù di quel primo Ringraziamento americano ci furono pietanze che divennero tradizione per le feste – in particolare il tacchino e la zucca - insieme ad altre carni bianche, carne di cervo, ostriche,molluschi, pesci, torte di cereali, frutta secca e noccioline.

La prima volta che uno dei miei amici d’Erasmus ( di famiglia italo-americana) mi ha portato con sé a ritirare il tacchino per il giorno del Ringraziamento pensavo fosse uno scherzo: quasi 12 kg di tacchino e ancora mancava il ripieno!!! Capite, quindi, che la mia curiosità verso le pietanze di questa festa unica e dalla storia interculturale non vedeva l’ora di essere soddisfatta.
Poi una sera di ottobre, durante una degustazione di millefoglie all’Accademia dei Palati, conosco Patricia Hanna, originaria del Minnesota e, particolare a quanto pare già noto ad altri presenti, cuoca molto abile. Qualcuno le chiede di “replicare” (quindi me ne sono già persa una) la cena del Thanksgiving day dell’anno precedente con il classico menù della festa. Mi prenoto! Non conosco neanche il menù, ma mi prenoto. Quasi perseguito il povero Maurizio pur di avere un posto a quella cena. E non ne sono per niente pentita. Tutt’altro! Organizzazione impeccabile, ottima e sorprendente cucina, vini in perfetto abbinamento. Lovely!

Con la promessa di fornire la traduzione riporto il menù della serata, che secondo me in lingua originaria sounds good:
Curried winter squash soup with wild rice (Zuppa di zucca al curry con riso selvatico)
Baked sweet potatoes and Mashed potatoes (Patate dolci al forno e purè di patate)
Roasted maple syrup glazed turkey with chestnut sausage stuffing (Tacchino glassato con sciroppo d’acero e ripieno di castagne e salsicce) with Cranberry sauce (servito con salsa di mirtilli rossi)
Pumpkin pie (Torta di zucca).

Inoltre, su gentile concessione di Patricia, in ricordo della splendida serata ecco la ricetta della zuppa tradotta dalla sottoscritta e già riproposta in famiglia.  Scalda l’inverno ed ha quel qualcosa in più che ve la farà amare.

‘Wild’ Harvest Bisque per 4-6 persone.

Ingredienti:
2 piccole zucche acorn (dalla polpa soda)
60 gr burro
1 cipolla media tritata
1 mela granny smith
1 cucchiaio di polvere di Curry
430 ml di brodo di pollo + 70 ml di latte Oppure 250 ml di brodo di pollo e 250 ml di latte
450 gr di riso selvatico
Per guarnire:
60 gr di mandorle a filetti tostate
60 gr di prezzemolo fresco tritato

Procedimento:
Tagliare le zucche a metà e privarle dei semi; posizionarle col lato tagliato verso il basso su una placca di alluminio rivestita di un foglio di carta forno. Infornare a 180° per circa 45-60 minuti, finchè non saranno molto soffici. Una volta pronte, riporre le zucche a raffreddare.
In una padella unire burro, cipolla, mela e curry. Cucinare per 5-10 minuti, rigirando il tutto.
Unire le zucche private della buccia al composto con la cipolla e frullare (ad immersione o nel robot) finché non si presenterà come una crema liscia. Mescolare e aggiustare di sale.
Riscaldare il tutto in una pentola ed unire il brodo e il latte. A parte cuocere il riso selvatico.
Versarvi il riso e mescolare il tutto.
Servire caldo ma non bollente, dopo aver guarnito con le mandorle e il prezzemolo.

Curiosità:
Qual è la differenza tra acorn squash usata per la zuppa e la pumpkin usata nella torta? La prima è un tipo di zucca invernale, dalla forma che ricorda quella di un peperone e dalla buccia verde scuro, mentre la seconda è la classica zucca tonda arancione (mi raccomando da non confondere con quella ornamentale più grande e non commestibile) con un diametro di circa 15-20 cm, dal gusto fortemente dolciastro.

Potrebbe interessarti anche:

Rispondi