Autore: Lavinia Strati
Categorie: Cucina, In evidenza, Ricette, Ricette letterarie

A Natale ho ricevuto un regalo splendido. Un libro. Che già di per sé, è un regalo di un certo valore. Ma non si tratta di un romanzo, né di un diario. Non è un manuale di cucina, né tantomeno una raccolta di ricette. Si intitola “I biscotti di Baudelaire” e l’autrice è una certa Alice B. Toklas. Se questi due nomi vi dicono qualcosa, siete già sulla buona strada. Altrimenti, meglio cambiare genere.

Alice Toklas fu la compagna di vita di Gertrude Stein, un altro nome che a me dice molto, anzi moltissimo. Si incontrarono a Parigi nel 1907 e solo la morte riuscì a separarle. Nel frattempo però, avevano visto passare e riunito nel loro salotto letterario tra i più grandi artisti del secolo: gli scrittori statunitensi della “lost generation” come Hemingway, Fitzgerald e Sherwood Anderson, pittori d’avanguardia del calibro di Picasso e Matisse, solo per ricordarne alcuni. La Stein divenne loro mecenate, mentore, amica, e soprattutto fulcro e centro propulsore della fervida attività culturale nella Parigi dei primi decenni del Novecento. Alice Toklas invece rimase nell’ombra; forse a stento ne avremmo conosciuto il nome, se non fosse per l’escamotage letterario utilizzato dalla Stein nelle sue memorie, pubblicate col titolo di “Autobiografia di Alice Toklas”. L’autrice finge di dar voce alla compagna, di attribuirle il racconto della loro vita, per rappresentarla come veramente voleva, con ironica oggettività. E così, vent’anni dopo, quando un editore chiede anche alla Toklas, rimasta sola, di scrivere le proprie memorie, in un certo senso anche lei si nasconde, si ritrae, e con modestia risponde che al massimo potrà venirne fuori un libro di ricette. Il risultato, che va molto al di là dell’obiettivo dichiarato, è un racconto gradevolissimo ricco di aneddoti curiosi, ritratti di personaggi, resoconti di viaggi, disamine su questioni gastronomiche e non, che incornicia ricette francesi e americane, incastonate nel resto della narrazione come tante pietre preziose. Arguto e divertente fin dalle prime righe, il libro di Alice ci porta in un mondo incantato fatto di quenelles e salse, aragoste e arrosti, torte da sogno e biscotti; è la cucina francese assaggiata, amata e sperimentata da un’americana che vive a Parigi, ma è anche la cucina dei domestici, dell’infanzia, del periodo dell’occupazione, degli artisti: vi sareste mai immaginati di preparare un branzino “alla Picasso”, seguendo alla lettera la sua ricetta preferita?

Io ho scelto di preparare i biscotti di Baudelaire che danno il titolo al libro, facendo qualche piccola variazione. Vi lascio all’introduzione della ricetta originale, per farvi capire quanto considerarlo un libro di ricette sia alquanto riduttivo:

“Biscotti di Baudelaire
(ottimi per le giornate di pioggia)

E’ il cibo del paradiso… dei paradisi artificiali di Baudelaire. Un dolce che potrebbe animare una riunione del Bridge Club. In Marocco dicono che serva a tener lontani i raffreddori durante gli inverni umidi, ed è più efficace se lo si accompagna con grandi tazze di tè caldo alla menta. Bisogna rilassarsi e aspettare allegramente di piombare in uno stato di dolce euforia e scrosci di risate, sogni estatici ed estensione della personalità a diversi livelli simultanei. Se vi lascerete andare, potrete provare quasi tutto quello che provò Santa Teresa.”

Di seguito la ricetta da me sperimentata, con qualche lieve modifica rispetto all’originale; la prima, riguarda un ingrediente segreto, da me omesso… a voi il piacere di indovinarlo. Se conoscete un po’ l’autore della ricetta, potete immaginarvelo. Non mi ritengo responsabile degli eventuali risultati… Gli altri cambiamenti riguardano le dosi di burro e zucchero (Toklas parla solo di “una tazza di zucchero e un grosso panetto di burro”) e la forma dei biscotti, che Alice consiglia di fare a piccole palline formate con le mani, e io invece ho tagliato con gli stampini natalizi, visto il periodo in cui ho ricevuto e letto il libro. Anche la quantità o la varietà di spezie e di frutta secca possono essere variate a piacere.

240 gr di farina
200 gr di burro morbido
180 gr di zucchero
1 uovo
1 cucchiaino di grani di pepe nero
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di coriandolo
noce moscata q.b.
50 gr di datteri snocciolati
50 gr di fichi secchi
50 gr di noci
50 gr di nocciole
50 g di mandorle

Tritate grossolanamente la frutta secca e le spezie. Montate il burro morbido (lasciatelo fuori dal frigo almeno un’ora prima) con lo zucchero, unite la farina, l’uovo e la frutta secca con le spezie e impastate con le mani. Non lavorate troppo a lungo perché l’impasto tende a riscaldarsi e attaccarsi alle dita. Formate con le mani delle sfere, schiacciatele e tagliatele con degli stampini. Cuocete in forno a 150° per circa 30 minuti.

Buona lettura e buona preparazione! Perché, come scrive un recensore del libro sul “Time”, “soltanto un cuoco insulso non correrà in cucina a provare le ricette di Alice”.

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