Autore: Gina Valeri
Categorie: Cucina, Ricette

Il cibo é amore.  Il cibo é famiglia. Il cibo é storia.  A volte il cibo é politica.  Pensando all’avvicinarsi della festività di Passover, “la Pasqua Ebraica,” eccovi un esempio di questi concetti che si amalgano nel tradizionale Challah bread (Pane Challah); una massa di pane arricchita adoperata dagli ebrei di tutto il mondo (ed a New York da tutte le religioni) come parte dell’osservanza della festa religiosa del sabato Shabbat. 
Questa pagnotta é a forma di treccia formata da 3-4 e 6 capi. I dodici capi della pagnotta che vengono mangiati ad ogni pasto durante lo Shabbat (dal tramonto di venerdì al tramonto di sabato) rappresentano le dodici tribù d’Israele.  Più ancora, la pagnotta rappresenta la “manna dal cielo” che sfamò gli ebrei durante l’esodo dall’Egitto.

La Challah é consumata abbondantemente in tutta New York. Fu importata attraverso le ondate di emigranti ebrei che venivano dall’Europa attraverso tutta la storia di New York dal 1660 in poi.  Queste ondate migratorie hanno portato al risultato che a tutt’oggi New York ha la più numerosa comunità giudaica fuori d’Israele.  
Infatti solo dopo il 2006 New York è stata sorpassata da Tel Aviv per il numero di ebrei residenti. Nel 2011 c’erano 1,54 milioni di ebrei nell’area metropolitana con la più grande concentrazione in Brooklyn, dovuta per la maggior parte al grande flusso d’immigranti  dalla Russia. 
Per via di questa grande massa critica, la cultura giudaica ha permeato la società newyorchese e per questo noi adesso possiamo goderci questo specialissimo pane.

La Challah si differenzia dalle tradizionali brioches perché non contiene burro ma olio vegetale.  Questo é dovuto all’osservanza della legge kosher che stabilisce che il pane consumato di sabato deve essere “parve”, che significa non poter mangiare insieme carne e latte. Questo concetto vorrebbe onorare gli animali dai quali gli umani traggono sostentamento, un importante concetto della legge giudaica.  La combinazione tra grasso e zucchero lo fa mantenere più a lungo.

Challah con tre capi (adattata dalla ricetta del French Culinary Institute)

Ingredienti:
240g farina “00”
80g acqua tiepida
10g miele
20g zucchero
40g uova
30g giallo d’uovo
30g olio vegetale
5g sale
7g lievito fresco

Procedimento:
1. In un mixer, amalgamare tutti gli ingredienti eccetto l’olio (a bassa velocità).
2. Quando tutto è amalgamato, mescolare alla seconda velocità fino a che la pasta raggiunge un po’ di fermezza.
3. Far riposare in un posto caldo della cucina ammassandola e abbassandola dopo 45 minuti. Dovrebbe raddoppiare il suo volume due volte.
4. Fare delle sfere di pasta di 150 grammi e lasciare riposare per 15 minuti.
5. Allungare, lavorandola con le mani, la pasta in modo da farne dei cilindri lunghi circa 50 centimetri. (Pressappoco come quando si fanno i rotoli per gli gnocchi).
6. Intrecciare la pasta ripiegandola una sull’altra. Spennellare dell’ uovo sbattuto sul tutto.
7. Scaldare il forno a 180 gradi.
8. Far riposare la pagnotta per un’ora e mezza in un posto caldo della cucina. La pasta dovrebbe raddoppiare in volume, e se vi infilate un dito dovrebbe tornare liscia.
9. Spennellare con l’uovo sbattuto di nuovo
10. Infornare nel piano superiore del forno per 30-35 minuti.
11. Le trecce a questo punto dovrebbero essere dorate, mentre il dentro dovrebbe sembrare come se si dividessero le une dalle altre.

Il sotto della pagnotta dovrebbe essere marrone, e se la picchiate con le nocche, dovrebbe suonare a vuoto.

Deliziatevi con questo gustoso pane insieme ad una insalata di tonno: mescolate una scatoletta di tonno, 2 cucchiai di mayonese, 2 cucchiai di sedano tagliato a dadini piccoli e 1 cucchiaio di capperi ben lavati e un po’ di pepe bianco. Buon Appetito!

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6 risposte.

  1. Elena Secondo scrive:

    Buono il challah! Quante fettazze me ne sarò mangiata con i tuoi bimbi?! ;-)
    Ottimo lavoro e complimenti di nuovo!!

  2. emanuela scrive:

    Ecco un ‘altra buona ricetta che .. io non provero’ a fare , conoscendo la mia negazione ad impastare.
    Ma devo confessare che ho gia’ avuto ilm previlegio e la possibilita’ di assaggiare questo pane delizioso FATTO da GINA e lo consiglio a tutti !!!
    Molto interessante anche la spiegazione storica-sociologica legata a questo ottimo pane . Brava Gina !

  3. sabato villani scrive:

    OTTIMO ! LO ASSAPOREREMO

  4. Angelo scrive:

    ma sbaglio o l’olio, che al momento dell’impasto dici di non aggiungere, poi magicamente sparisce del tutto?
    o semplicemente qualcosa mi sfugge?

    • Gina Gina scrive:

      Ciao Angelo,
      Grazie dell’attenzione alla ricetta. Aggiungere l’olio dopo un po’ di sviluppo del glutine è importantissimo. Altrimenti, l’impasto non si ammalgama bene. Ed è uguale per ogni impasto di pane con un percentuale di grasso o zucchero sostanziale.

  5. Antonello Villani scrive:

    Sempre puntuale nelle spiegazioni storiche. Non conoscevo la Challah nè il significato dei dodici capi della pagnotta. E sapevo nemmeno che il pane non contiene burro ma olio vegetale. Conoscendo la tua abilità a fare ogni tipo di pane, devo presumere che questa ricetta sia da provare. Antonello

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