Autore: Gianluca Volpi
Categorie: Cucina, Ricette

L’uomo è quello che mangia”, diceva Ludwig Feuerbach: con questa frase il filosofo tedesco ci dice che la nostra identità è fondata sulle nostre esperienze materiali, ma anche che siamo ciò che mangiamo e mangiamo ciò che siamo, ovvero ci nutriamo di quello che fa parte della nostra cultura e della nostra civiltà. L’uovo di cioccolata a Pasqua non è solo cioccolata a forma di uovo, ma fa parte di un rito, di una religione e di una storia.

L’alimentazione è parte fondante dell’identità, che spesso rivendichiamo con orgoglio, stabilendo un confine fra noi che mangiamo certe cose e altri (barbari), che si nutrono di cose estranee alla nostra cultura gastronomica. Si diceva degli italiani “mangia maccheroni” in senso dispregiativo, così come si definivano “mangia polenta” gli italiani del nord povero; ma l’identità, così come le nostre radici sono un’invenzione di un determinato contesto storico, frutto di contaminazioni e sedimentazioni di altre culture e civiltà, l’identità gastronomica italiana è un esempio straordinario di fusione di civiltà, identità e culture diverse e lontane. Romani, arabi, germani e francesi, i prodotti americani e influenze asiatiche hanno costituito la ricchezza della nostra identità alimentare!

Il grande storico Marc Bloch diceva che la quercia nasce dalla ghianda, senza la ghianda non ci sarebbe la quercia, ma non è detto che da una ghianda nasca una quercia, perché occorrono il clima favorevole ed il terreno adatto. Lo stesso vale per i prodotti o i piatti che entrano in contatto con una nuova cultura, possono essere ignorati, profondamente trasformati o rielaborati, perché l’identità cambia e si trasforma in contesti storici e sociali diversi.

Lo stesso vale per la dieta mediterranea, che è stata codificata negli Stati Uniti negli anni ’60, definendo le caratteristiche di una presunta dieta tradizionale dei Paesi mediterranei. A parte il fatto che gli studi che sottendono a tale dieta, pare siano stati finanziati dai produttori di cereali americani, per valorizzare l’uso di tali prodotti nell’alimentazione, la dieta mediterranea si basa sull’idea di un’identità alimentare tradizionale dei Paesi mediterranei, senza considerare che questi Paesi hanno tradizioni diverse, ma soprattutto che tale identità gastronomica si fonda su influenze e culture diversissime, che provengono da mezzo mondo!

In conclusione mi piace ricordare che l’identità non è definita per sempre, ma cambia con i nuovi cibi ed i prodotti che abbiamo la curiosità di assaggiare e di scoprire, sapendo che tanti più ne conosceremo, tanto più ricca sarà la nostra identità e la nostra persona.

Del resto il piatto più tipico della dieta mediterranea, la pasta al pomodoro è fatta di pasta secca, che ha origine orientale e il pomodoro che, notoriamente, viene dal continente americano.

A proposito di dieta mediterranea, fatta di ingredienti e storie che vengono da mezzo mondo, vi propongo gli spaghetti all’arrabbiata.

Ingredienti (per quattro persone):
400 gr di spaghetti
400 gr di pomodori pelati
3 spicchi di aglio
Capperi sotto sale
Olive nere
Olio di oliva, basilico e 3 peperoncini di media piccantezza

In un tegame capiente fate scaldare l’olio, aggiungete il peperoncino e fate abbronzare l’aglio, appena comincia a colorarsi aggiungete i pelati e fate cuocere la salsa per circa 15 minuti a fuoco lento, quindi aggiungete i capperi ben dissalati e le olive e proseguite la cottura. Nel frattempo lessate gli spaghetti e fateli saltare per alcuni minuti nella salsa, aggiungendo alcune foglie di basilico per profumarla.

Photo by nishidaryuichi [CC-BY-2.0], via Wikimedia Commons

Potrebbe interessarti anche:

Rispondi