Autore: Irene Ligori
Categorie: Cucina, In evidenza, Ricette

Tra le altre cose che mi son portata dietro dalla mia esperienza in UK durante l’università, sicuramente fa capolino la pronuncia (non propriamente corretta) di alcune parole d’uso comune. Purtroppo per me, sebbene abbia tentato sempre di evitarle e soprattutto di non avere mai dei testimoni che potessero riferire le grasse risate che tali parole da me dette hanno più volte suscitato, proprio non sono riuscita ad evitare che la mia migliore amica Olivia me le ricordasse ad ogni nostro incontro, suscitando altrettanta ilarità tra amici e parenti.

L’ultima volta che ci siamo viste è stata proprio il primo giorno del nuovo anno: viviamo in città diverse, non troppo distanti tra loro, ma la frequenza con cui riusciamo a riunire le nostre famiglie non è mai quella che vorremmo tenere. E’ vero anche che Olivia negli ultimi tre anni ha vissuto all’estero, tra Corea e Copenaghen, e anche lì, quando siamo andati a trovarli non ha potuto non prendermi fraternamente in giro con le paroline magiche dalla pronuncia da me alquanto personalizzata: la prima è un alimento che ho imparato ad accettare ovunque mentre vivevo in Inghilterra pur di non dirne il nome e chiederne l’esclusione dalle mie pietanze: il cucumber, ovvero il cetriolo. L’altro è il nome di un locale molto popolare tra gli studenti nella città di Reading dove vivevamo: il purple turtle, in italiano la tartaruga viola. La terza, una delle più tradizionali delle parole inglesi, è stata da me storpiata al momento della presentazione del menù agli sconcertati avventori del ristorante presso cui facevo la cameriera nei weekend insieme ad Olivia: il pudding, letteralmente un pasticcio, dolce o salato, di cui esistono numerose versioni, la più famosa quella del dolce di Natale che necessita di ben due settimane di preparazione. Rifacendomi alle comuni regole di fonetica della lingua inglese ho avuto la malaugurata idea di proporre il “padding” ai clienti del ristorante, che allibiti e pressoché sconvolti hanno piantato occhi di fuoco in faccia ad Olivia per chiedere spiegazione di cotanta storpiatura.

Da allora il pudding è rimasto ancorato pesantemente alla mia vita, quasi un’onta, e quando, in una notte insonne, ho visto una ricetta della famosa Nigella Lawson in televisione ho colto l’occasione per affrontare direttamente il nemico che si era beffardamente preso gioco di me dinanzi ai suoi strenui e conservatori sostenitori, regalandogli il tocco di uno dei dolci più antichi della nostra tradizione italiana, il panettone. E visto che le feste sono da poco trascorse, vi suggerisco di sfruttare quest’ottimo metodo per smaltire un po’ di avanzi sotto l’albero. La ricetta da me rivisitata oltre che per l’utilizzo del panettone al posto del pane raffermo è un po’ più leggera dell’originale, perché, si sa, gli inglesi abbondano senza remore con burro e panna.

Ingredienti
10-12 fette di panettone avanzato
75 gr di burro (per la teglia)
3 cucchiai di rum scuro
Circa 10 cucchiai di marmellata di arance
4 tuorli e 1 uovo intero
500 ml di latte
200 ml di panna
2 cucchiai di zucchero demerara
3 cucchiai di zucchero di canna
Un cucchiaino di zenzero e uno di cannella

Preparazione
Scaldare il forno a 180° e ungere una teglia smaltata (o in ceramica) piuttosto capiente con del burro.
Spalmare generosamente di marmellata un lato per ciascuna fetta di panettone, disponendole una accanto all’altra nella teglia in modo che la marmellata sia sempre sul lato più esterno (tranne per l’ultima fetta): la parte di panettone che tocca direttamente la teglia deve essere quella priva di marmellata. Più le fette sono compatte tra loro, migliore sarà la riuscita.
Bagnare le fette di panettone così disposte col rum ( o anche grand marnier).
Con una frusta sbattere le uova con lo zucchero di canna ( o semolato) e mescolare con latte e panna fino ad ottenere un composto omogeneo. Versare nella teglia, coprendo tutte le fette di panettone, e lasciare riposare per 10 minuti.
Mixare insieme il burro restante, le spezie e lo zucchero demerara e cospargere le fette di panettone che spuntano fuori dal composto liquido.
Infornare per 45 minuti finché non si sia formata una bella crosticina dorata in superficie) e lasciare riposare 10 minuti fuori dal forno prima di servire.

Photo by Elliott Brown via Flickr con licenza Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico.

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