Autore: Lavinia Strati
Categorie: Cucina, In evidenza, Ricette

Quando ho voglia di cucinare, di stare ore ai fornelli a rimestare, mescolare, insaporire e assaggiare, non c’è niente di meglio che fare una ratatouille. In francese “touiller” significa proprio mescolare, e in questo piatto si uniscono e si fondono colori sgargianti, sapori, profumi intensi, consistenze diverse, ma – ecco il segreto – solo alla fine. E’ un piatto economico, povero, ma vi costerà in termini di tempo, di cure, di attenzioni. Non pensiate che basti fare a grossi pezzi tutte le verdure che avete in frigo, buttarle in una pentola e farle cuocere, magari mentre fate qualcos’altro. La ratatouille chiede un calcolo dei tempi di cottura delle singole verdure, una cura particolare nel prepararle prima e nel mescolarle dopo, una scelta accurata degli aromi. L’ho imparato durante un viaggio in Provenza, la regione da cui viene questo piatto; lì l’ho vista preparare da un cuoco francese che per aprire un agriturismo in mezzo ai campi di lavanda aveva mollato tutto, il lavoro, la famiglia, la sua vita precedente; ma prima di tutto, l’orologio. E non l’ho più dimenticata.

Quindi aprite bene le narici, spargete alloro per tutta la cucina, accarezzate le vostre verdure, tagliatele senza fretta, e unitele solo quando siete sicuri che siano pronte per esaltare ognuna i sapori dell’altra; così avrete la ratatouì perfetta.
La ratatouille è nata in campagna, per mano dei contadini, che, raccolte le verdure di stagione, le stufavano e le servivano come piatto unico. Oggi noi andiamo a fare la spesa, scegliamo quali verdure utilizzare magari ci inventiamo delle varianti, usiamo spezie costose, e solo dopo ci mettiamo ai fornelli. In fondo, è un po’ come fare il percorso inverso a quello naturale: le nostre preparazioni dovrebbe assecondare ciò che la natura ci fornisce, e non il contrario, cioè andare alla ricerca di tutti gli ingredienti necessari per realizzare un’idea che esiste solo nella nostra mente. Un tempo la ratatouille era fatta solo con zucchine, peperoni, pomodori, cipolle e aglio, ma pare che tutte le verdure venissero comunque cotte separatamente e stufate insieme solo alla fine: questo faceva sì che non perdessero la loro croccantezza e non si sfaldassero. Io ho deciso di inserire, come alcune varianti suggeriscono, anche le melanzane, che la avvicinano di più ad una caponata nostrana, e le olive nere, che aggiungono colore e sapore. Ecco quindi la ricetta della mia ratatouille “sbagliata”:

Ingredienti:
2 melanzane
2 cipolle bianche
2 zucchine
1 peperone rosso
1 peperone giallo
500 gr di pomodori ramati
2-3 spicchi di aglio
timo
basilico
alloro
una manciata di olive nere
olio extravergine di oliva
Sale e pepe q.b

Procedimento:
Lavate e tagliate le cipolle, i peperoni, le zucchine e le melanzane; dopo aver sbollentato i pomodori in acqua calda, pelateli, e poi tagliateli a pezzetti. In un tegame mettete a soffriggere la cipolla tagliata a pezzi con un po’ d’olio; appena è dorata, aggiungete i peperoni e poi lasciate appassire a fuoco basso. Se necessario, aggiungete di tanto in tanto dell’acqua.
In un altro tegame, intanto, fate scaldare dell’olio d’oliva e soffriggeteci le melanzane; dopo circa 10 minuti, aggiungete le zucchine e lasciate cuocere a fuoco basso.
Alle cipolle e ai peperoni, quando sono appassiti entrambi, aggiungete i pomodori, poi l’aglio tritato finemente e le erbe aromatiche, salate e pepate. Lasciate cuocere con il coperchio e a fuoco molto basso.
Quando anche le melanzane e le zucchine saranno cotte, unitele nell’altro tegame e mescolate, lasciando cuocere ancora per 5-10 minuti per far amalgamare i sapori. Se volete, aggiustate di sale e di pepe e aggiungete olive nere e basilico.

Potrebbe interessarti anche:

Rispondi