Autore: Irene Ligori
Categorie: Cucina, In evidenza, Ricette

Questo periodo dell’anno suscita terrore vero e proprio in casa mia: non a caso Halloween è alle porte. Festa di probabile origine irlandese, il cui nome altro non è che una contrazione di All-Hallows-Eve, ovvero la notte prima di Ognissanti.
Originariamente, si pensa si trattasse della festa di Samhain che veniva celebrata la notte del 31 ottobre da popoli celtici di Irlanda, Inghilterra e Francia. Per un popolo essenzialmente agricolo come i Celti, l’arrivo dell’inverno era associato all’idea della morte e si credeva che gli spiriti esercitassero il loro potere sui raccolti dell’anno nuovo.

Lo sviluppo di oggetti e simboli associati ad Halloween si è andato formando col passare del tempo. Ad esempio l’intaglio di jack-o’-lantern (tipiche zucche nelle quali si intagliano volti spaventosi) risale alla tradizione di intagliare delle rape e farne delle lanterne per ricordare le anime bloccate nel Purgatorio. La rapa è stata usata tradizionalmente ad Halloween in Irlanda e Scozia, ma gli immigrati in Nord America usavano la zucca originaria del posto, che era disponibile in quantità molto elevate ed era molto più grande – facilitando il lavoro di intaglio. E proprio la zucca, che sia jack-o’-lantern o semplicemente il frutto dei campi, è ciò che dissemina terrore tra i miei cari.

Tipica dell’autunno, facilmente reperibile, ricca di vitamina A e di vitamina C, versatile in cucina dal dolce al salato, tra ottobre e novembre non può mancare nel mio frigorifero: risotto alla zucca e zucca al forno sono classici in tavola, insieme alla buccia fritta e alla vellutata.

Eppure non ho mai apprezzato la zucca finché non mi sono trovata lontana da casa, e anzi l’ho sempre un po’ disprezzata memore del detto di mia nonna materna “comu la giri giri, sempre cucuzza è” (comunque tu la voglia guardare, sempre di zucca si tratta), a sottolineare che non era poi una gran prelibatezza ma anzi un piatto povero (lei la stufava con l’aggiunta in fine cottura di qualche oliva nera, di quelle salentine che si usano per fare anche il pane).

Ma proprio lei aveva una “specialità” che mi manca tantissimo, di cui non ho mai avuto la ricetta, e che ho provato a ricostruire dai suoi racconti: la crostata con la confettura di zucca.

La prima volta che l’ho assaggiata ero già grande, purtroppo, ma mi ha subito conquistata. Un po’ bruciacchiata, grezza nella frolla e con quell’odore di scorza di limone in perfetto equilibrio con la dolcezza naturale della confettura, con un pizzico di cannella (quando la nonna se ne ricordava). Non ricordo che facesse altri dolci ma ricordo perfettamente l’odore di questa crostata appena varcavo la soglia di casa sua, mentre mia nonna mi veniva incontro sconsolata perché l’aveva un po’ bruciata e non era buona (e invece io adoravo il bordo un po’ imbrunito, dal sapore inconfondibile).

La ricetta della frolla, già presentata, è anch’essa eredità delle donne di famiglia, mentre quella della confettura, dopo alcuni tentativi per raggiungere il gusto di quella della nonna impresso nei miei ricordi, ve la “cedo” con un po’ d’emozione.

Ingredienti:
500 gr zucca
150 gr zucchero
1 limone non trattato

Preparazione:
Sbucciare la zucca (ben matura), eliminare la parte filamentosa e tagliarla in piccoli pezzi.
Porli in una terrina e aggiungere lo zucchero e la buccia grattugiata del limone. Mescolare, coprire il recipiente e lasciare a macerare almeno 12 ore.
Trascorso questo tempo trasferite il preparato in una casseruola, aggiungete il succo del limone e fate cuocere a fuoco medio, mescolando, per circa mezz’ora. Per capire quando la marmellata è pronta, bisogna metterne un cucchiaino su un piatto freddo inclinato: se non scivola via velocemente la consistenza è quella giusta) 
Travasare la confettura di zucca nei vasetti di vetro precedentemente sterilizzati, chiuderli e capovolgerli finché non saranno completamente freddi.

Se gradite, potete anche irrorare con un bicchierino di rum oppure di amaretto di Saronno. Non importa se dovranno assaggiarla anche dei bambini poiché la componente alcolica evapora con la cottura. Oppure potete aromatizzare alla cannella o alla vaniglia e sostituire il limone con un’arancia.

Photo by By William Warby (Flickr: Jack-o’-lanterns Face Off) [CC-BY-2.0], via Wikimedia Commons

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