Autore: Gianluca Volpi
Categorie: Cucina, In evidenza, Ricette

Giosuè Carducci è uno di quei poeti che tutti abbiamo letto a scuola, anche se in molti lo abbiamo studiato senza entusiasmo, considerandolo come uno scrittore noioso e professorale. Per chi, sui banchi del liceo, cominciava ad amare la letteratura, Leopardi, Montale o Pirandello erano gli autori che suscitavano passione e ammirazione, quelli in cui ti riconoscevi e rispecchiavano “le ansie” da giovane studente. Ma Carducci no, con quei testi così professorali, con quell’aria da poeta ufficiale dell’italietta post-unitaria, non poteva rimanere simpatico né appassionare, lo studiavi perché dovevi, perché era nel programma, ma giusto il minimo indispensabile.

Eppure il Carducci, dietro a quei versi professorali, era un grande passionale e, soprattutto un inguaribile gaudente, sensibilissimo ai piaceri della cucina, specie quella della sua infanzia maremmana.

Ed infatti, nell’età matura, periodicamente si recava nei luoghi dell’infanzia fra Castagneto e Bolgheri dove, insieme agli amici si abbandonava a banchetti pantagruelici, che potevano durare anche un’intera giornata, accompagnati da generose libagioni e dalla recita di versi scritti per l’occasione; questi convivi venivano chiamati “ribotte” e le ribotte del Carducci rimasero epiche, tanto che ancora in quelle zone, si narra di questi eventi memorabili.

L’etimologia del termine ribotta è particolarmente evocativo re (di nuovo) poto (bevo), infatti nei vecchi dizionari il termine ribotta viene spiegato con “stravizio, convegno di bevoni dopo il banchetto per ridere”.

Le ribotte del Carducci erano famose per lo straordinario consumo di tordi e vino rosso, ma erano contornate da tutti i piatti tipici maremmani, fra i quali non poteva mancare l’acquacotta.

L’acquacotta è una delle tipiche zuppe toscane, vi racconterò la versione che io preferisco, dato che viene cucinata con molte varianti diverse.

Ingredienti per quattro persone:
4/5 coste di sedano
4 cipolle bianche
400 gr di cicoria selvatica (se proprio non la trovate, potete sostituirla con cicoria, bieta, ecc.)
1 barattolo grande di pelati
4 uova
2 spicchi di aglio
Olio, sale e pepe

Procedimento:
Fate imbiondire l’aglio in un tegame con l’olio. Dopo aver lavato le verdure ed averle tagliate a pezzi, mettetele ad appassire a fuoco lento nel tegame. Quindi mettete i pelati schiacciati e coprite tutto con acqua bollente, regolate il sale ed il pepe e fate cuocere per un’ora a fuoco lento. A cottura ultimata rompete un uovo a testa e disponetelo intero sulla zuppa, cuocerà in un attimo. Volendo potrete servirla su fette di pane abbrustolito.

Photo by Fooding Around via Flickr con licenza Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico.

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