Autore: Martin Rance
Categorie: Cucina, Ricette

Il primo ricordo gustativo della mia vita sono “le pasta e patane” (pasta e patate) della mia bisnonna Oresta.
Casa mia è sempre stata densamente frequentata e abitata: la mia bisnonna, finché era in vita, è stata prima assidua frequentatrice e poi abitante, in vecchiaia avanzata.
Comunista da sempre, vedova presto. Quando, nel primo dopoguerra la DC sfilava per le strade di Castellammare di Stabia, nel quartiere operaio dei Cantieri Navali, lei appendeva alla finestra la bandiera rossa e un grappolo di limoni. “Magnate o’ limone” è un’espressione napoletana che ha vari significati: da “schiatta d’invidia” a “ingoia questo boccone amaro”.
La sua era una cucina povera, segnata dalla fame durante la guerra e dal dover crescere sei figli (e un nipote) da sola nel dopoguerra.
Aveva due specialità: “o’ finto broro” (il brodo finto), finto perché era senza carne, solo odori, e la “pasta e patane”.
I ricordi si confondono con quelli della prima infanzia, ma una pasta e patate così cremosa, al contempo così azzeccosa, e così gustosa, non l’ho più incontrata.
Ho provato più volte a replicarla: vicino, ma mai abbastanza.

Ingredienti (per 4 persone affamate): 400 gr. di pasta mista, 800 gr. di patate, 7/8 pomodorini (se “del piennolo” meglio), mezza cipolla, sedano, basilico, olio extravergine, parmigiano
Procedimento: Preparate un soffritto con un battuto di cipolla e sedano (“alaccio”, in napoletano). Aggiungete i pomodorini tagliati a pezzetti e preparate una piccola salsetta. Aggiungete poi le patate tagliate a pezzetti, e rosolatele girando continuamente (occhio che si attaccano!). Quando saranno rosolate, mettete qualche mestolo d’acqua calda e coprite. Quando le patate sono quasi cotte, dovete lavorarne una metà: avete due vie. Quella di mia nonna era tirarle su con il colapasta, schiacciarle con la forchetta e rimetterle dentro, quella più comoda è frullarle velocemente (io ovviamente le schiaccio). Quando le patate saranno cotte, aggiungete ancora un po’ d’acqua calda e portate a bollore, quindi buttate la pasta (come un risotto, aggiungendo ancora acqua via via) e cuocete mescolando frequentemente con un cucchiaio di legno stando attenti a non far attaccare la pasta al fondo. Ricordate che è una ricetta napoletana, quindi deve essere una pasta abbastanza asciutta, non in brodo. Aggiungete qualche foglia di basilico e finite mantecando col parmigiano grattugiato.

(A cena da un amico abbiamo aggiunto provola affumicata e provato l’abbinamento con lo Champagne. La nonna non sarebbe stata d’accordo, ma a noi è piaciuto molto).

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