Autore: Gianluca Volpi
Categorie: Cucina, Ricette

Quando ero bambino mia nonna mi faceva pane e pomodoro a merenda: la cosa, all’inizio, non mi emozionava, avrei preferito una merendina o una dolcissima crema spalmabile, poi lo mangiavo e mi piaceva e mi sembrava quasi strano che una cosa semplice, quasi fuori dal tempo, fosse così buona.
Era un gusto diverso, perché quando lo assaggiavi sentivi nel palato sapori diversi e contrastanti, l’acidulo del pomodoro, il dolce leggero del pane croccante, il gusto grasso ma anche vagamente acidulo dell’olio, l’aroma pungente dell’aglio, il sale ed il pepe che pizzicavano. Sono sapori complessi, ma ben temperati, che un po’ per volta conquistano il palato. E poi andava preparato, ci voleva tempo, non era semplice ed automatico come scartare la confezione della merendina, bisognava saper aspettare.
Era una merenda un po’ più difficile sia nel sapore che nel tempo di attesa, ma ne valeva la pena. Ed era ancora più buono se a fare merenda c’erano anche i miei compagni di classe; perché condividere un buon cibo è un modo per costruire e rafforzare legami ed un senso di comunità.
La cucina e la politica democratica sono intimamente legate, perché ambedue sono frutto di condivisione, di confronto e di passione.
La politica democratica è finalizzata a condividere la gestione della cosa pubblica, la cucina la condivisione del cibo e, con esso, il confronto fra persone, emozioni e punti di vista. Del resto fino dai tempi dell’antica Grecia, dai simposi di platoniana memoria, il cibo è il luogo del confronto, della conoscenza e della condivisione. Non a caso si dice che per conoscere bene una persona occorre averci mangiato insieme sette chili di sale.
La cucina oggi è molto di moda, ovunque si vedono programmi televisivi, siti web e romanzi che trattano l’argomento del cibo, tanto da essere oggi uno degli argomenti più inflazionati e cliccati. Dai grandi chef, ai gourmet ai commissari gastronomi, dovunque si parla di cibo; noi vorremmo raccontarlo in maniera diversa, vorremmo raccontare il cibo e la politica, come espressioni di un modo diverso di vedere il mondo e di abitarlo. Il cibo così come la politica possono essere elitari e artefatti, corrotti e rozzi, oppure possono essere frutto del lavoro e della passione.
Pane e pomodoro è una ricetta semplice che racconta lo spirito di questo sito. Infatti questo piatto povero rappresenta una sorta di koiné dell’alimentazione, dal mediterraneo all’America del sud all’Africa del nord, che ci aiutano a capire che le cose che ci uniscono sono tante, molte di più di quelle che ci dividono.

Ingredienti: fette di pane raffermo, pomodori maturi,aglio, olio, sale, basilico
Procedimento: tagliare le fette di pane toscano dello spessore di un 1,5 cm, se vi piace croccante grigliate leggermente il pane, strofinate l’aglio leggermente sul pane, coprire il pane generosamente con il pomodoro a cubetti, irrorare con olio abbondante, un po’ di basilico e sale e pepe qb.
(di questa ricetta esistono molte piccole varianti, questa è la versione di mia nonna Liliana)

Photo By Michael_Spencer [CC-BY-2.0], via Wikimedia Commons

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