Autore: Emma Carganico
Categorie: Cucina, Ricette

«Colazione mitica! All’ora della ricreazione, quando aprivo il mio paccotto, il profumo richiamava attorno a me molti compagni e, con molta soddisfazione, gliene davo un morso che veniva barattato con un pezzo di rosetta con mortadella.

«Mi riferisco a un’epoca in cui ancora non esistevano le merendine. Io provenivo da una zona della città più popolare rispetto al Vomero, dove risiedevano gran parte dei miei compagni, e proprio per questo la mia merenda era più ruspante e diversa dal solito panino comprato a scuola: me la preparava mia nonna, napoletana doc che utilizzava un pezzo di pane che farciva con gli ingredienti ancora caldi. Così il pane si impregnava del condimento e il tutto risultava più gustoso.

«I friarielli sono una particolare varietà delle cime di rapa caratteristiche della Campania che sono tenere e con i fiori; il nome deriva da friggere; infatti la verdura viene cotta direttamente nell’olio senza essere prima lessata e ciò fa si che conservi il sapore un po’ amarognolo molto gradevole. In verità questo era un motivo di discussione con la nonna, che tentava di nascosto di lessare prima le cimette di rapa perché, diceva, “così fanno meno male”».

Questa storia dei friarielli non la racconto io, ma quel napoletano incorreggibile e nostalgicamente proletario di mio marito. Per chi condividesse con lui simili nostalgie, o per chi volesse semplicemente gustare un tipico sapore popolare del Novecento partenopeo, ecco la ricetta:
Mettere le salsicce in un tegame con un filo di olio e un filo d’acqua. Coprire e fare cuocere a fuoco lento per circa mezz’ora. Togliere il coperchio, far cuocere a fuoco vivace punzecchiando per fare uscire il grasso. Per i friarielli invece versare in una padella un po’ di olio e farvi imbiondire uno spicchio di aglio. Togliere l’aglio e mettere i friarielli puliti (scegliere solo le cime, scartando le foglie più grosse), lavati e asciugati assieme a un peperoncino piccante. Cuocere a fuoco vivace senza coperchio, girando spesso fino a quando appaiono teneri (circa un quarto d’ora).

Una variante di questa ricetta è la «pizza di salsicce e friarielli». Ovvero una torta salata in cui il ripieno sono appunto le salsicce con i friarielli. A Napoli, infatti, il vocabolo pizza si riferisce anche alle torte salate. Questa viene fatta con la pasta cosiddetta da pizza (farina, lievito di birra e sale) che sostituisce di fatto il pane.

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2 risposte.

  1. Lucia scrive:

    L’idea del pane che si impregna del condimento e dei sapori della salsiccia e della verdura fritta fa ingrassare al solo pensiero…. Però mi fa anche venire in mente quella canzone simpaticissima sul pane e frittata, cantata da Rocco Papaleo in quel film delizioso che è “Basilicata coast to coast”…. avete presente?

    • Martin Rance scrive:

      Fa ingrassare al pensiero e forse anche all’atto pratico, ma mica uno deve mangiarli tutti i giorni, per cui si può fare ogni tanto, no? ;)
      Il pane e frittat di suo madre,no? Eheheh!

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