Autore: Emma Carganico
Categorie: Cucina, Idee

Avrete senz’altro notato che da alcuni anni, e con una frequenza sempre maggiore, le pietanze vengono messe nei piatti individuali in cucina e poi portati ai singoli commensali. Sembra stia scomparendo il piatto di portata e quindi l’uso di fare le porzioni in tavola. Fino a non molto tempo fa, questa era una prerogativa dei ristoranti, ora è sempre più spesso diffusa anche nelle preparazioni domestiche, complici anche i numerosi programmi televisivi che dettano moda in campo culinario.

In un primo momento si potrebbe pensare che questo metodo dia maggior spazio alla fantasia, e quindi sia più consono alla nostra epoca, in cui viene data sempre più rilevanza all’aspetto che alla sostanza. Poi invece, riflettendo bene, la mia memoria è andata alle belle zuppiere fumanti di minestra, ai grandi piatti di portata in cui troneggiano tacchini, polli, fagiani, contornati da verdure o ortaggi di vario genere. E che dire di un bel vassoio ovale con un pesce che conserva ancora le sue belle sembianze e non vivisezionato? Oppure una torta presentata su una graziosa alzatina che ne esalta l’aspetto? E ancora, pensate ad un vassoio con molti dolcini con forme e colori vari, che stuzzicano la curiosità e la golosità proprio perché sono tanti e diversi. Potrei continuare con altri esempi, ma mi sembra chiaro quale sia la modalità di presentazione che preferisco. Vorrei con questo scritto dare spunto a una discussione (per carità non prendiamola troppo seriamente) sui pro e i contro delle due mode.

Non è da trascurare l’aspetto pratico in cui ci possono essere vantaggi e svantaggi: ad esempio le tavole sono spesso piccole per contenere piatti di portata, ma è anche vero che preparare con un certo garbo e fantasia singoli piatti è più faticoso che prepararne uno solo e inoltre è più difficile presentare le pietanze calde qualora invece questo sia necessario.
Secondo me, andrebbe preso in considerazione anche l’aspetto conviviale; sarà scomodo dover passare i piatti da uno all’altro, ma, volendo filosofeggiare, è più partecipativo avere una portata da condividere tutti insieme piuttosto che stare ciascuno a tu per tu con il proprio piatto. So che questo punto di vista non è in linea con i tempi ma vorrei sapere se qualcuno ha da suggerire motivazioni a favore del piatto già porzionato.

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2 risposte.

  1. Francesca scrive:

    Tanti vassoi da passare fra i commensali. Se non c’è posto in tavola, per appoggiarli, si può ricorrere all’ausilio di un carrellino pieghevole (occupa poco spazio). In casa mia mai il piatto pronto, è una moda un pò freddina!

  2. Martin Rance scrive:

    Sono stato di recente a Barcellona per lavoro: siamo andati a cena in cinque, la sera, e ad un certo punto abbiamo deciso di “compartir” tutto. Abbiamo quindi ordinato cinque piatti d’entrata, cinque piatti principali e cinque dolci tutti diversi, e abbiamo diviso tutto in cinque. Ve lo immaginate in Italia al ristorante?
    Comunque questa girandola di piatti che passavano di mano in mano è stata davvero un modo di “condividere” la cena, in un modo per una volta “reale”, e ha reso la serata piacevolissima.

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