Autore: Martin Rance
Categorie: Eventi

La casa circondariale di Busto Arsizio è una delle più sovraffollate d’Italia. Più di 400 detenuti vi sono attualmente reclusi, a fronte di una capienza regolamentare di 170. A gennaio la condanna della Corte per i diritti umani del Consiglio d’Europa all’Italia sulle condizioni carcerarie prende spunto (anche) da questo carcere.

Ma alla casa circondariale di Busto Arsizio c’è anche uno degli esperimenti più avanzati di lavoro in carcere: Dolci Libertà, come si definiscono loro “un laboratorio di cioccolateria e pasticceria… davvero speciale!“.

Dolci Libertà è nato per la volontà della Holding Sport & Spettacolo, una società che attualmente aggrega venti personaggi appartenenti al mondo dello sport e dello spettacolo con l’obiettivo di finanziare attività imprenditoriali di alto profilo attente ai temi etici e sociali.
Roberto Colombo, portiere del Napoli e socio fondatore di Sport&Spettacolo, presente assieme a Marco Donadel, ci ha raccontato come questo progetto ha già ottenuto vari successi negli obiettivi che si era prefissato.
Intanto per ora la recidiva dei detenuti che sono stati impegnati nelle attività di formazione prima e lavorativa poi è nulla: in tre anni nessuno dei ragazzi coinvolto nel progetto è tornato in carcere una volta uscito.
Inoltre l’impegno dei detenuti, una volta entrati nelle attività della pasticceria e della cioccolateria, è fino “a fine pena“, e non è mai successo che il permesso a lavorare in laboratorio fosse revocato per motivi disciplinari.
Ancora, le persone coinvolte nel progetto sin dal suo inizio, tre anni fa, hanno sviluppato un forte senso di appartenenza e di coinvolgimento che cercano naturalmente di trasmettere ai nuovi arrivi.
E ultimo, ma significativo, Dolci Libertà in meno di tre anni di attività è diventata capace di vincere premi nei principali concorsi italiani ed internazionali relativi al cioccolato. Un’attività imprenditoriale vera e non qualcosa fatta solo per far passare del tempo ai detenuti.

Tre premi alla tappa italiana degli International Chocolate Awards 2012, altri tre nel 2013, a testimonianza di una qualità costante e non frutto di un caso, Dolci Libertà è stata a Firenze per un evento che oltre al “buono” ha portato anche il “bene“.

Nella storica sala del Corpo Generale della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, la degustazione di cioccolato Dolci Libertà ha avuto due obiettivi speciali: i contributi raccolti per la partecipazione sono stati donati per le attività della Misericordia, mentre Sport&Spettacolo ha donato 130 uova di Pasqua artigianali di Dolci Libertà perché siano destinate dalla Misericordia alle famiglie bisognose in modo che possano passare una Pasqua “più dolce”.

La degustazione, condotta da Monica Meschini, ci ha permesso di assaggiare ben 13 prodotti dell’eccellente catalogo di Dolci Libertà.
Siamo partiti da due tavolette: la monorigine Madagascar, 68% Forastero, con note di frutti rossi, succulenta, fresca e persistente, e la monorigine Equador, 74% Arriba Nacional, con note di vaniglia e tostate al naso, pepe nero e toffee in bocca. Entrambi molto buone.
Da qui è iniziato il tripudio di dragees, tartufi, rocher che caratterizzano la produzione di Dolci Libertà.
Per gusti personali, ho trovato stupefacenti i rocher, sia fondente che al latte (dopo un assaggio, smetterete di mangiare quelli industriali, ve lo assicuro) e soprattutto i tartufi modellati a mano, sopra tutti quello con Grappa di Moscato Bertagnolli, un esplosione di gusto con evidenti note di violetta e menta. Sublime.
Ancora tra i tartufi, quelli al Barolo Chinato Cocchi e quello al limoncello (tutti sanno quanto odio il limoncello, argh!).
Ottimi i dragees per la qualità dei prodotti utilizzati: eccellenti e vincitori di vari premi i dragees alla Nocciola Piemonte IGP tartufati al cacao, ben equilibrati quelli alla mandorla pugliese al fondente 60%, davvero gustosi quelli al pistacchio ricoperti di cioccolato bianco e farina di pistacchio.
Per le tavolette ricoperte, buona quella al latte (e si nota la differenza tra un cioccolato al latte artigianale e uno industriale, ve lo assicuro!) e nocciole piemonte IGP, non mi esprimo su quella al cioccolato bianco e pistacchio perché non amo personalmente troppo il cioccolato bianco. Ai cultori piaceva, però!
Ha trovato consensi anche tra i non amanti di questa spezia la tavoletta alla cannella, ben equilibrata, con una cannella non troppo invadente ma che arricchiva col suo “pizzichino” il già ottimo cioccolato.

Una serata bella davvero, grazie a Dolci Libertà, alla Misericordia e a Sport&Spettacolo. Perché, non mi stancherò mai di dirlo, quando il buono fa anche bene, è ancora più buono.

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