Autore: Irene Ligori
Categorie: Cucina, In evidenza, Ricette

Da quando mi diletto a scrivere (e soprattutto leggere) di cucina, non ho potuto rimanere indifferente a questo curioso tubero più volte annoverato per le sue proprietà mediche-curative: è, infatti, un utilissimo rimedio naturale per controllare il diabete ed abbassare la glicemia, oltre che per dimagrire e contrastare la ritenzione idrica. Contiene, inoltre, vitamine del gruppo A e B, ferro, potassio e, grazie al contenuto della fibra solubile, le pochissime calorie sono ancora meno assorbite dall’organismo. Per cui, se consumato senza condimenti pesanti è ideale nelle diete dimagranti e per contrastare la ritenzione idrica.

In realtà non avrei saputo tutte queste cose se a provocarmi non fosse stata una zia fin troppo fiduciosa nelle mie arti culinarie che mi ha chiesto una ricetta interessante, diversa dal “classico” risotto, in cui poter sfruttare il topinambur e le sue proprietà. Punta anche un po’ sul vivo, e conscia che in casa ho un esperto in materia di ortofrutta, mi sono lanciata in vari esperimenti e ricerche (ringrazio quanti si sono offerti come cavie).

Originario del Nord America, è ormai diffuso ovunque in Italia (ad eccezione della Sardegna) ed è noto in tutto il mondo con i nomi più disparati: Elianto Tuberoso, rapa tedesca, tartufo di canna, pera di terra, patata del Canada, ciapinabò, carciofo di Gerusalemme. Interessanti le etimologie: topinambur sembra infatti che provenga dal portoghese tupinambor, abbreviazione di patata tupinamba, o dal nome di indios indigeni dell’Amazzonia. Ma nei paesi anglofoni è conosciuto come Jerusalem artichoke, non perché abbia alcuna origine riconducibile a Gerusalemme ma per una pronuncia errata della parola italiana girasole, alla cui stessa famiglia il topinambur appartiene (storia, quest’ultima, che mi ha particolarmente divertita facendomi ripensare a quanti nomi, anche in lingua italiana, traggono origine dalle storpiature di termini stranieri “importati”).

La ricetta che più mi ha soddisfatta è un contorno (o secondo vegetariano) di stagione, semplice, veloce e molto gustoso. Per chi non l’avesse mai provato, e non fosse convinto del gusto, posso aggiungere con statistica certezza (a seguito di accurata intervista su campione) che il topinambur ha la consistenza delle patate e il sapore di carciofo.

Ingredienti per 3-4 persone:
500 gr topinambur
4 cucchiai di olio extravergine
200 grammi di funghi misti(anche surgelati)
1 spicchio d’aglio tritato
3 cipollotti
3 foglia di salvia tritata
Sale e pepe

Procedimento:
Pulite i topinambur e tagliateli a cubetti, e affettate i cipollotti. Dorate i cipollotti in padella con olio extravergine e aggiungete i topinambur, mescolando per bene. Cuocete a fiamma media per 5 minuti senza coperchio. Proseguite la cottura con il coperchio, a fiamma bassa, per 10 minuti, e mescolate di tanto in tanto.
Nel frattempo, a parte trifolate i funghi in una padella con un paio di cucchiai di olio e l’aglio tritato, e se necessario un po’ d’acqua. Aggiungete i funghi al topinambur e cuocete per altri 15 minuti, fino a quando i topinambur non risulteranno morbidi ma non sfatti.
Condite con la salvia, sale, pepe e servite.

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